Samuel KrappDrammaturgo
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2026

Deadline

Commedia satirica e grottesca in due atti

Anna entra in un’azienda dove le riunioni non finiscono mai e chi manca una scadenza scompare. Decisa a sabotare un progetto spacciato per sostenibile, scopre che l’assurdità del lavoro potrebbe essere proprio ciò che tiene in piedi il sistema.

Illustrazione concettuale provvisoria per Deadline

Sinossi

Al suo primo giorno in Nexora, Anna viene accolta da manager che parlano per slogan, moltiplicano le riunioni e venerano Arturo, il loro dirigente, come una divinità. Nessuno sembra capace di spiegare che cosa produca l’azienda, ma tutti conoscono la regola fondamentale: rispettare le deadline. Un collega che ha mancato la propria è già scomparso. Assunta per occuparsi di responsabilità sociale, Anna scopre che il progetto Orizzonte verde nasconde licenziamenti, sfruttamento e devastazione ambientale dietro una promessa di progresso.

Per fermare il progetto, Anna decide di usare contro Nexora i suoi stessi strumenti: burocrazia, riunioni senza esito e attenzione ossessiva alla forma. I colleghi iniziano però a temere le conseguenze del sabotaggio e la minaccia di sparire rende sempre più instabile il loro equilibrio. Tra rivalità, culto della produttività e una resa dei conti combattuta a colpi di smartphone, il confronto con Arturo mette in discussione la strategia di Anna e la sua stessa idea di ribellione. La possibilità di cambiare il sistema si misura allora con la tentazione di conquistare un posto al suo vertice.

Note d’autore

In Deadline il linguaggio aziendale diventa un dispositivo comico e uno strumento di potere. Le parole si moltiplicano mentre il loro significato si svuota: una riunione serve a fissarne un’altra, una formula motivazionale giustifica un abuso, una promessa di sostenibilità rende presentabile lo sfruttamento. Il grottesco porta queste contraddizioni fino al corpo: nutrirsi, diventare genitori e coltivare affetti appaiono ostacoli da amministrare in funzione della produttività. La scadenza del titolo trasforma infine un obbligo quotidiano in una minaccia che nessuno osa interrogare.

Anna entra in questo mondo facendo domande concrete e cerca di opporvisi imparandone le procedure. Il suo tentativo apre il nodo della commedia: che cosa accade quando un sistema sa assorbire perfino i gesti con cui si vorrebbe sabotarlo? Arturo incarna un’autorità che presenta il profitto come una fede e il lavoro come il suo rito. Attorno a lui, i colleghi alternano complicità, paura e improvvise ribellioni senza riuscire a immaginare davvero un’altra vita. Il finale riporta la domanda sulla scelta individuale, là dove la volontà di cambiare il mondo incontra l’opportunità di trarne vantaggio.

Messinscene

2026

Deadline

Buio in sala

Regia: Fabio Manniti

Marco Mattioni — Gianluca

Annalisa Uccheddu — Anna

Enrica Moglia — Paola

Gyongyi Korosi — Silvia

Alessandro Baglione — Arturo

Emanuela Cammarata — Claudia